Neofite invasive, attenti a queste 3: l'ailanto

Neofite invasive, attenti a queste 3: l'ailanto

L’ailanto (Ailanthus altissima) è un albero che fu introdotto per sbaglio dalla Cina. Fu, infatti, confuso con Rhus verniciflua, detto l’albero della lacca, che era usato per trattare i mobili in legno, dandogli lucentezza. L’ailanto fu introdotto inizialmente in Inghilterra e poi in Germania, come pianta ornamentale, dato che non si riusciva a estrarne la lacca. Nel 1896 si pensò di usarlo come albero per nutrire il bombice dell’ailanto (una farfalla notturna, segnalata anche sul Piano di Magadino fino a Giubiasco) che produce una seta più robusta del bombice del gelso. Questo lepidottero è un "bestione" con un’apertura alare che può arrivare fino a 16-17 cm! Poiché la seta prodotta però era piuttosto grezza, il progetto è stato abbandonato. L’ailanto è una pianta in grado di sopportare molte intemperie: temperatura alte, sale usato sulle strade, gas di scarico, penuria d’acqua e può crescere fino a 1m all’anno!  Non sopporta invece il suolo molto bagnato e neanche le temperature molto basse, approfitta dunque del cambiamento climatico.

La corteccia e le foglie possono provocare forti irritazioni cutanee allergiche e in certi casi anche il polline può causare reazioni cutanee allergiche. Qui maggiori informazioni sul riconoscimento e la manipolazione.  

Siamo a disposizione per consulenze sulle neofite invasive: dal riconoscimento in loco all’allestimento di un piano di lotta e di monitoraggio!

Maggiori informazioni:

Sito tematico cantonale

Sito tematico dell’Ufficio federale dell’ambiente

Sito tematico di Info flora