Donne professioniste attive nel settore ambientale: quo vadis?

Donne professioniste attive nel settore ambientale: quo vadis?

Siamo orgogliose di aver partecipato allo studio condotto dall’associazione delle donne professioniste nel settore ambientale (ffu-pee) volto a fare il punto della situazione di genere nelle questioni ambientali in Svizzera.

E proprio in questo contesto siamo ancora più orgogliose di avere da lunedì rafforzato il nostro team con Pamela Galbani, biologa di formazione che si occuperà principalmente di formazione e del tema della biodiversità nel costruito.

Dal 1989, l’associazione FachFrauen Umwelt – Professionnelles En Environnement (ffu-pee) si impegna per le professioniste attive nel settore ambientale occupandosi anche degli aspetti di genere nelle questioni ambientali. Finora, in Svizzera si disponeva di poche informazioni sulla parità nelle professioni verdi. Con il progetto «Situation der Berufsfrauen im Umweltbereich: Analyse, Handlungsbedarf und Handlungsmöglichkeiten» (situazione delle professioniste attive nel settore ambientale: analisi, necessità e possibilità d’intervento), la ffu-pee ha svolto uno studio approfondito volto a fare il punto della situazione e individuare il bisogno d’intervento. Il progetto è stato promosso dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) e dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).

Lo studio ha analizzato tramite interviste, questionari e la ricerca di dati bibliografici la situazioni relativa all’occupazione nel settore ambientale, l’accesso alle professioni ambientali, il tempo di lavoro, il salario, la carriera, la cultura aziendale come pure gli aspetti legati ai figli e alla famiglia.

I risultati sono riassunti in questa pubblicazione tradotta anche in italiano. Fra i diversi punti toccati, la ricerca condotta finora conferma che la scelta della professione è ancora strettamente connessa a idee preconcette dei ruoli e all’anticipazione della ripartizione dei compiti in seno alla famiglia. La mancanza di modelli alternativi è una delle cause principali dello scarso interesse delle ragazze nei confronti della tecnica.

Un altro risultato è stato che il disciplinamento del tempo di lavoro è una delle misure più importanti e diffuse per favorire la conciliabilità tra famiglia e lavoro, e di riflesso l’uguaglianza fra donne e uomini in seno all’azienda. Dallo studio emergono diverse possibilità di organizzare il tempo di lavoro:

– l’orario flessibile è possibile nella maggior parte delle aziende;

– in circa il 70% dei casi, sono concessi tempi parziali anche inferiori all’80%;

– il lavoro ripartito (job sharing) è nel complesso ancora raro, un po’ più frequente presso i datori di lavoro pubblici;

– il telelavoro a domicilio (home office) è possibile soprattutto nel settore delle scuole universitarie e presso le ONG.

 In generale, la situazione e le misure in favore dell’uguaglianza nel settore ambientale variano in base alle dimensioni e al tipo di azienda. Le imprese di piccole dimensioni offrono molte meno possibilità e misure per organizzare il tempo di lavoro, conciliare famiglia e lavoro, prevenire le molestie sessuali o strutturare in modo trasparente i salari. In molti settori urge un cambiamento culturale per raggiungere l’effettiva uguaglianza.

Per quanto attiene al tempo di lavoro servono nuovi e validi modelli di tempi di lavoro e approcci creativi. Andrebbero inoltre illustrati le opportunità e i rischi dei modelli di lavoro flessibili, ed elaborati i corrispondenti strumenti per la gestione e la minimizzazione dei rischi. I buoni esempi, soprattutto di lavoro ripartito, devono fungere da modelli ed essere diffusi, ad esempio sotto forma di storie di successo o ritratti.

A livello strutturale e politico sussiste una forte necessità d’intervento per quanto attiene al congedo maternità e paternità, a una custodia affidabile anche per i bambini in età scolastica e a misure vincolanti nell’ambito della parità salariale. Queste rivendicazioni sono condivise pure dai membri.

 Oltre alla pubblicazione riassuntiva, è possibile richiedere lo studio completo e avere maggiori informazioni sull’associazione qui.